– Contributo online di Paola Barbara Conti e Stefano Lavazza

Il complesso monumentale, costituto dal Santuario dell’Addolorata e dall’annesso Collegio dei Padri Oblati Missionari, rappresenta per la città di Rho un polo culturale e turistico di innegabile forza e centralità.
Gli interventi di restauro delle architetture e dei beni mobili artistici svolti nell’ultimo decennio, unitamente alle attività di studio e ricerca in corso, erano e sono indirizzati alla tutela e conservazione del patrimonio e alla promozione del complesso.
In particolare, negli ultimi anni stiamo svolgendo un’approfondita attività di ricerca storica , che sarà un importante e imprescindibile punto di partenza per il rilancio del complesso sotto il profilo turistico, turistico religioso e culturale, sia per il territorio rhodense che per la città di Milano, nonché per il nuovo polo universitario e scientifico progettato sull’area già Expo. Tra i possibili sbocchi derivanti dall’attività di studio e dalla sua divulgazione si può ricomprendere la fruizione di Collegio e santuario, da intendere non solo come attrazioni turistiche, ma anche come luoghi di produzione culturale attraverso attività collaterali che coinvolgano la cittadinanza e il territorio. Un felice esempio di questa prospettiva può essere considerato la recente apertura alle visite guidate del complesso, in partnership con il Comune, nell’ambito dell’iniziativa “Tempo di libri”, Fiera internazionale dell’editoria; un’ altra recente esperienza, finalizzata alla formazione di personale addetto al settore dei beni culturali, è stata promossa con esiti positivi, in collaborazione con la Biblioteca di Bollate, esperienza che potrebbe essere riproposta anche ad altre biblioteche, scuole e associazioni territoriali.
In conclusione, a nostro giudizio, il rilancio turistico culturale cittadino, mai come oggi così sentito, dovrebbe passare attraverso progetti comuni al complesso oblato e agli altri edifici di valenza storico-monumentale, tra cui l’altro importante polo pubblico, ovvero Villa Burba; per questo è però imprescindibile un investimento programmatico- finanziario da parte della Giunta, nell’ottica dello sviluppo economico di Rho e del suo territorio. In questa direzione sarebbe auspicabile attivare un analogo processo di recupero e studio dei beni mobili di proprietà comunale, quali ad esempio i ritratti famigliari Cornaggia Medici e gli strappi provenienti dalla demolita chiesa milanese di San Protaso ad Monachos: tali beni possono essere messi in correlazione con quelli del Collegio per la progettazione di percorsi culturali e turistici condivisi, in virtù del denso intreccio delle rispettive vicende storiche.

 

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